mercoledì 19 agosto 2009

SCUOLA SUPERIORE D'ARTE APPLICATA


Nell'evoluzione storica e civile di una città, si consolidano dei valori fondamentali che rimangono dei punti di riferimento insostituibili per la vita e la cultura urbana della polis.
Così Milano che, pur nella complessità della sua dimensione sociale e istituzionale, può contare sulla positiva presenza della Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco fondata nel 1882 dal Comune, dalla camera di Commercio e dalla Provincia di questa città, quale premessa dei tempi nuovi che l'era moderna proponeva.
Il xx secolo accolse e seppe custudire questa istituzione tesa alla formazione artistica dei "giovani operai" come esplicitamente dichiarava il Regio Decreto d'istituzione firmato da Umberto I e, non di rado, nel panorama culturale e scolastico milanese, la scuola raggiunse livelli di notevole prestigio svolgendo una funzione di grande valore sociale.

L'arte applicata nelle sue innumerevoli varietà; l'arte che serve alla vita quotidiana, che dona dignità estetica all'attrezzo e una bellezza all'ogetto di uso comune, l'arte che aiuta a vivere in armonia con la propia dimensione esistenziale e che ogni giorno ripropone la qualità spirituale dell'uomo è materia attiva per la Scuola Superiore d'Arte Applicata, in grado di proporre sperimentazioni ed approfondimenti di tecniche operative in perfetta simbiosi tra le più consolidate qualità del passato e le vivaci sollecitazioni del presente.

Oggi si assiste ad evoluzioni tecnologiche vertiginose e la vita singola e comunitaria è sottoposta a fortissime spinte e contrastanti trasformazioni ed esiste impellente il bisogno di un'attenta analisi per proporre adeguati aggiornamenti privi di arbitrarie ed affrettate soluzioni.
La Scuola lavora in questa direzione e la vera ragione che ha reso questa istituzione così preziosa è racchiusa nella consapevolezza che esiste ancora un versante ideologico opposto alla concitata dinamica esistenziale dei nostri giorni, incapace di trovare una seppur breve pausa riflessiva.
La struttura di questa istituzione, ancorata alla dimensione operativa della "bottega d'arte", svincolata da premesse burocratiche o da condizionamenti normativi precostituiti, è in grado di aggiornarsi costantemente e fornire alla società attuale un principio incontaminato di civiltà artigianale.

Io ho sempre pensato alla scuola in questi termini e continuo a credere nel suo futuro.

Luigi Timoncini